Dichiarazione congiunta di cidse e delle sue organizzazioni membro, 11 dicembre 2025
In quanto organizzazioni cattoliche per la giustizia sociale impegnate nella difesa della dignità umana e della protezione della nostra Casa Comune, esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la traiettoria del processo Omnibus I. Questo processo ha rivelato un preoccupante declino dei principi democratici all'interno dell'Unione Europea e segna l'inizio di una più ampia tendenza alla regressione legislativa sotto le mentite spoglie della "competitività". Già ad aprile, il CIDSE aveva sostenuto l'appello I leader religiosi mettono in guardia dai danni che il pacchetto di semplificazione omnibus della Commissione europea causerà alle comunità e all'ambiente.
Dopo l' recente conclusione dei negoziati del trilogo e l'accordo raggiunto tra la Commissione, il Consiglio e il Parlamento, riteniamo essenziale presentare un resoconto cronologico degli sviluppi che hanno portato a questa riflessione critica:
=> Febbraio 2025 – La proposta della Commissione: la semplificazione come velo per la deregolamentazione
Annunciato nel novembre 2024 e pubblicato formalmente nel febbraio 2025, la Commissione europea ha introdotto il Pacchetto Omnibus di Semplificazione, con l'intento dichiarato di "ridurre la burocrazia" e "semplificare" la legislazione dell'UE. Invece di una vera e propria semplificazione, la proposta ha smantellato elementi fondamentali della Direttiva sulla Due Diligence in materia di Sostenibilità Aziendale (CSDDD) e della Direttiva sul Reporting in materia di Sostenibilità Aziendale (CSRD).
Ciò che è stato presentato come un mero mero adempimento tecnico si è trasformato, di fatto, in un indebolimento delle garanzie etiche e giuridiche volte a tutelare i diritti umani, i lavoratori e l'ambiente. L'iniziativa ha rivelato una tendenza preoccupante: inquadrare la deregolamentazione come un'operazione di efficienza e diluire gli impegni dell'UE per lo sviluppo umano integrale.
Tra due settimane, gli eurodeputati avranno un'altra occasione per riunirsi e concordare un compromesso responsabile, ambizioso e praticabile, che mantenga la sostenibilità e la responsabilità al centro della politica dell'UE.
=> Giugno 2025 – Approccio generale del Consiglio: Intensificare il ritiro
A giugno, il Consiglio ha adottato il suo Orientamento Generale, un ulteriore passo indietro rispetto alla vocazione dell'Europa a promuovere la giustizia e la cura del Creato. La posizione del Consiglio ha drasticamente annacquato le disposizioni chiave, ampliandone l'ambito di applicazione e prevedendo esenzioni che favoriscono potenti attori economici. Questo momento ha segnato un approfondimento di ciò contro cui Papa Francesco mette in guardia Laudato Si' (109): “il paradigma tecnocratico”, in cui i guadagni economici a breve termine mettono in ombra il bene comune.
=> Novembre 2025 – La posizione del Parlamento europeo: un preoccupante aggravamento della crisi
A novembre, il Parlamento europeo, l'istituzione che in passato era maggiormente allineata alle ambizioni sociali e ambientali, ha stretto un'alleanza storica con l'estrema destra, adottando una posizione ancora più debole in materia di tutele essenziali. Ciò ha segnalato un pericoloso cambiamento: l'erosione della volontà politica di difendere coloro che soffrono in prima linea a causa del degrado climatico, dei conflitti, dell'accaparramento di terre e degli abusi aziendali. Come organizzazioni cattoliche, deploriamo il fatto che l'istituzione, che intendeva dare voce ai cittadini, abbia invece contribuito a indebolire strumenti essenziali per la salvaguardia dei diritti umani e del Creato.
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Questa sequenza di eventi mette in luce un profondo fallimento dei valori democratici che dovrebbero guidare l'UE: trasparenza, partecipazione e primato del bene comune. Al contrario, il processo è stato caratterizzato da opacità, negoziati affrettati e un'influenza sproporzionata delle lobby aziendali.
I lavoratori, le imprese e i cittadini europei meritano un quadro normativo che tuteli i loro interessi e prepari la nostra economia al successo a lungo termine.
I dati dimostrano che indebolire il CSDDD non aumenterà la competitività
Con il pretesto di ripristinare la "competitività", l'UE sta abbandonando la sua leadership globale nella promozione di una condotta imprenditoriale responsabile, dell'azione per il clima e dei diritti umani. In un momento in cui incendi, inondazioni e ondate di calore dimostrano che non si può tornare indietro di fronte alle conseguenze della crisi climatica, l'UE rischia di perdere la sua credibilità morale e di contraddire l'appello del Vangelo a sostenere la dignità di ogni persona, proteggere i vulnerabili e prendersi cura della nostra casa comune.
I sostenitori dell'approccio Omnibus hanno ripetutamente sostenuto che l'indebolimento delle norme sulla sostenibilità renderà l'UE "più competitiva". Tuttavia, la ricerca economica contraddice questa ipotesi. Il recente studio del Prof. Johannes Jäger, che esamina gli effetti economici del CSDDD, dimostra chiaramente che solide regole di due diligence non ostacolano la competitività. Al contrario, tali normative creano resilienza economica a lungo termine, parità di condizioni a livello globale e riducono gli enormi costi associati alle violazioni dei diritti umani, alle interruzioni della catena di approvvigionamento e alla distruzione ambientale.
La tecnica Omnibus: un precedente pericoloso
Oltre al danno immediato alla legislazione sulla sostenibilità, l'approccio Omnibus crea un precedente per radicali modifiche alle leggi dell'UE attraverso emendamenti "tecnici" raggruppati. Questo meccanismo rischia di diventare un scorciatoia per la deregolamentazione, limitando il controllo democratico e consentendo futuri arretramenti di tutele duramente conquistate. Ciò rappresenta una grave preoccupazione morale. Come custodi del Creato, non possiamo accettare tattiche legislative che indeboliscano le garanzie per il nostro pianeta e per coloro che vivono in povertà, le cui voci vengono troppo spesso ignorate.
Il CIDSE e le organizzazioni che ne fanno parte sollecitano pertanto le istituzioni dell'UE a:
- Ripristinare l'ambizione in materia di sostenibilità e tutela dei diritti umani.
- Rifiutare la deregolamentazione mascherata da semplificazione.
- Difendere il processo decisionale democratico e resistere all'indebita influenza delle aziende.
- Riaffermare la leadership dell'UE nel movimento globale per l'ecologia integrale e la giustizia sociale.
"Non ci troviamo di fronte a due crisi distinte, una ambientale e una sociale, bensì a una crisi complessa."
(Papa Francesco, LS 139)
Lettura aggiuntiva:
Trilog-Einigung zur EU-Lieferkettenrichtlinie: Kniefall vor Trump, Comunicato stampa Misereor, 9 dicembre 2025
Contatti: Susana Hernández Torres, Responsabile della regolamentazione aziendale, CIDSE (hernandez(at)cidse.org)
Foto di copertina: Stunt, Marcia per i diritti umani, Bruxelles, settembre 2025. Crediti: CIDSE

